All’anima del commercio

28 ottobre 2011

Roma va in tilt per l’apertura di un nuovo centro commerciale e le relative resse davanti al negozio di una nota catena di prodotti elettronici. La mia riflessione pubblicata sul sito di notizie Moschebianche.it

I black bloc di Steve Jobs


Il mio tablet non è un iPad

20 ottobre 2011

Asus Eee Pad TransformerSono un felice possessore di tablet ma non iPad, non per snobismo o avversione a prescindere nei confronti della Apple della quale ho un computer fisso a casa ma perché più conforme alle mie esigenze. Avere un tablet che non sia iPad però è fuori moda, ne parlo meglio in questo articolo che ho pubblicato su Moschebianche.it


Apple senza eredi

26 agosto 2011

iTrattore

Steve Jobs lascia. E’ stato annunciato tante volte ma ora è proprio vero, il fondatore della Apple, la casa di Cupertino che ha rivoluzionato il mondo dell’informatica diventa presidente della società lasciando il posto di amministratore delegato a Tim Cook. Di fatto un abbandono come appare chiaro dalla sua lettera di dimissioni:

Ho sempre detto che se fosse mai arrivato il giorno in cui non avrei piu’ potuto rispettare i miei obblighi come amministratore delegato di Apple, sarei stato il primo a dirvelo. Sfortunatamente quel giorno e’ arrivato. Rassegno le dimissioni da amministratore delegato di Apple. Vorrei tuttavia continuare, se il Cda lo ritiene opportuno, come presidente, e rimanere un dipendente dell’azienda. Per quel che riguarda il mio successore, raccomando fortemente che si proceda con il piano previsto e si nomini Tim Cook come Ceo di Apple. Credo che i giorni migliori e piu’ innovativi di Apple siano davanti a noi. E sono ansioso di viverli e contribuire al successo dell’azienda nel mio nuovo ruolo. Ad Apple ho trovato alcuni dei miei migliori amici e vi ringrazio per l’opportunita’ di lavorare con voi per tanti anni”

Steve Jobs è malato da tempo e quindi nessuna particolare sorpresa.
Ciò che mi lascia un po’ perplesso è che si stia già dicendo che praticamente la Apple non avrà più lo smalto di un tempo e perderà sicuramente qualcosa sul campo delle idee innovative, ambito in cui innegabilmente eccelle.
Quindi la Apple sarebbe così dipendente dal suo a.d.? Steve Jobs non sarebbe stato in grado di formare nel tempo un team capace di muoversi con le proprie gambe? Tutto, ma proprio tutto quello che è stato creato dalla Apple dipende in modo indivisibile dalla persona di Steve Jobs?
Se fosse così sarebbe un bel limite, un limite che la società che da sola ha in periodo di crisi un bilancio all’attivo di oltre 7 miliardi di dollari, non può assolutamente permettersi.
In realtà non è così, ovviamente, la figura di Jobs è parecchio importante ma non fondamentale, è vero invece che intorno all’uomo si è formata come un’aurea di santità e misticismo che tanto piace ai milioni di seguaci nel mondo.
Steve Jobs non ha creato solo dei prodotti elettronici ma una vera e propria religione, una filosofia di approccio alla tecnologia e nonostante una politica dei prezzi non proprio abbordabile è riuscito a circondarsi di “drogati della mela morsicata”, veri e propri fan che affollano le presentazioni di un nuovo prodotto come al concerto di una rockstar e fanno la fila dormendo all’addiaccio per qualche notte.
Con il ritiro di Steve Jobs la Apple perderà solo un po’ di mistica e retorica beatitudine e non sono convinto sia un male.


iCloud a pecorelle, soldi a catinelle

1 agosto 2011

La nuova moda tecnologica: tutto sulla “nuvola”. Ne ho scritto su Moschebianche.


1 milione di nuovi iPhone venduti in un weekend

23 giugno 2009
Iphone invernale, clicca per ingrandire

Iphone invernale, clicca per ingrandire

Non preoccupatevi, non scrivo “alla faccia della crisi” anche se l’ho pensato, però mi chiedo come sia possibile dopo l’enorme successo del primo iPhone venderne così tanto di un nuovo modello che è esteticamente praticamente identico, con un miglioramento lato software (anche il “vecchio” con il firmware più recente si comporta egregiamente) e degli upgrade hardware non fondamentali e soprattutto a distanza di poco più di due anni dall’esordio sul mercato USA.
Insomma in Italia quando uscirà il nuovo ci saranno acquirenti che non hanno nemmeno esaurito l’abbonamento di due anni del precedente modello.
Fanatismo? Acquisto compulsivo? Malati di tecnologia? Adepti di Steve Jobs & Company? Beh, qualche indizio sembrerebbe avvallare questa ipotesi.


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