Gli indignatos sono gli appartenenti ad un movimento nato in Spagna e conosciuto in molti paesi Europei che vuole manifestare la propria indignazione contro la situazione politica ed economica del proprio Paese.
E’ un movimento naturalmente pacifico e non violento composto principalmente da giovani che quando si mette in marcia riesce a farsi sentire e che ha fatto tremare anche Zapatero, pur essendo di ideologia affine agli indignati e che ha fatto sognare a qualcuno i tempi della Rivoluzione e rinfocolato i bollori di stampo sessantottino.
Ogni iniziativa che viene dal basso merita sicuramente attenzione, ancor di più alla luce di quello che è accaduto nel Nord Africa e del successo che, da parte completamente opposta, hanno i Tea Party in USA. Leggi il seguito di questo post »
Chi ha paura della GMG?
18 agosto 2011San Paolo sotto le mura
30 giugno 2009
Statua di San Paolo antistante la Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma
A confermare quello che la tradizione già da duemila anni affermava, è la scienza. Il carbonio parla dei resti di un uomo vissuto a cavallo fra il I e il II secolo, altre tracce, il tessuto ritrovato, le scritte, le fonti storiche e, come detto prima, anche la tradizione popolare portano altri dettagli che convergono con l’ipotesi iniziale.
Ed è significativo che la Chiesa di solito molto prudente abbia ufficializzato l’identificazione per bocca addirittura del Pontefice.
Per ora è impossibile approfondire ulteriormente quali sono stati i parametri dell’analisi perché coperti dal segreto pontificio. Leggi il seguito di questo post »
Rotondo ma non troppo
22 giugno 2009
Il Papa va a san Giovanni Rotondo, il “regno” di San Pio da Pietrelcina, si inginocchia a pregare di fronte alla salma del Santo e poi parla.
Secondo i quotidiani e la maggior parte dei TG il Papa ha detto solo che bisogna accogliere i rifugiati che chiedono asilo e poco altro.
In quel poco altro citato dal TG1 nell’edizione delle 13 c’è una frase molto interessante che non posso riportare testualmente perché sul web non sono riuscito a trovarla e che era un chiaro richiamo ai frati cappuccini del santuario affinché scoprano il vero messaggio di spiritualità lasciato da San Pio senza farsi coinvolgere troppo dagli “aspetti organizzativi”.
E’ un’affermazione cha fa il paio con quella dei giorni precedenti che chiedeva di non farsi prendere troppo dall’attivismo a discapito della preghiera.
Quando si visitano i santuari, ammesso che lo si faccia come contorno e arricchimento per un’esperienza di fede che prescinde dalla mera devozione, si rimane sempre un po’ interdetti dal business che orbita intorno ai pellegrini ma quello che sarebbe ancor più contraddittorio è che chi amministra i luoghi di culto, in questo caso un ordine religioso, occupi più tempo a fare il tour operator piuttosto che alla sua missione pastorale. Magari questo non avviene, per carità, ma l’appunto del Pontefice ci dimostra ancora una volta che chi c’è l’ha venduto come un accademico tutto teologia e filosofia, lontano dalle cose concrete, si è sbagliato di grosso.
La questione israelo-palestinese
14 maggio 2009
E’ la questione cruciale del nostro tempo, il termometro della pace in medioriente eppure anche coloro che sono interessati per motivi ideologici spesso poco sanno di cosa ha generato e continua a tenere alta la tensione in quelle terre.
Vi consiglio di leggere l’intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera e leggibile anche sul sito internet del quotidiano, a Shimon Peres, presidente dello Stato di Israele e premio Nobel per la Pace nel 1994 insieme ad Arafat e Rabin.
L’intervista parte dalla visita del Papa in Terra Santa, tracciando un bilancio sintetico e prosegue con delle risposte molto lucide e secondo me dettate da grande buon senso e acume politico.
Benedetto XVI in Terra Santa
13 maggio 2009
Il Papa in Terra Santa in un mondo normale potrebbe sembrare un viaggio di routine, quasi ovvio, il capo della Chiesa Cattolica che va in visita nelle terre calpestate da Gesù e nelle quali poco più di duemila anni fa Gesù Cristo diede mandato a Pietro, il suo predecessore, di fondare la Chiesa.
In realtà questo viaggio è parecchio complicato, perché la Terra Santa è un angolo di mondo dove si intrecciano sentimenti religiosi e civili molto diversi tra loro, per giunta da sempre storicamente in conflitto fra loro.
Il Papa arriva e, in modo disarmante, invoca la Pace tra i popoli, ribadisce che la Fede deve essere sorretta dalla Ragione per evitare che sfoci in violenza e ribadisce la necessità del dialogo, proprio tramite la comune fede in Dio che deve unire e non dividere.
Messaggi forti, senza ambiguità, senza la tentazione di buttare nel calderone tutte le religioni in nome del “volemose bene” ma soprattutto un viaggio da pellegrino, carico d’emozione un ‘emozione che i ciechi e gli stolti continuano solo a vedere come un passaggio “diplomatico” e “politico”.
Pubblicato da symbel 