Una cosa che mi colpisce di D’Alema e che viene fuori da diverse sue interviste, soprattutto nell’ultimo periodo, è la sua brillante capacità di leggere la situazione politica attuale, senza paura di avventurarsi nel disegnare scenari futuri o quantomeno nel prospettarli e la tendenza che spesso porta a compimento, di indulgere nella sbroccata.
Il primo aspetto è tipico della sua intelligenza politica, del suo essere seppur anagraficamente non anziano, un vecchio volpone. Stupisce quindi che un politico di così lungo corso si faccia coinvolgere in manifestazioni di acidià gratuita o sconforto che prestano il fianco all’avversario se non addirittura ne offrano soddisfazioni.
Capitò con Brunetta definito “energumeno tascabile”, con una caduta di stile clamorosa che lo costrinse a chiedere scusa per il termine usato, capita oggi con un certo fastidio per le esternazioni della Serracchiani sugli “apparati” che, visto l’astio del “baffino” sembrano aver colto nel segno: “nuovismo ignorante del quale parlano i giornali” così bolla le fronde giovani ed emergenti nel suo partito, una frase un po’ forte. Mi sarei aspettato un D’Alema che considera la Serracchiani una giovinotta ad impatto zero sulla sua credibilità e quindi nemmeno degna di citazione e invece lui senza nominarla la evoca. E poi Berlusconi, “volgare e inaccettabile” il suo rapporto con le donne, “il suo declino politico è avviato” e si apriranno nuovi scenari “anche imprevedibili”, dichiarazioni che fanno il paio con “le scosse” al Governo alla trasmissione dell’Annunziata.
Tutte dichiarazioni che sembrano voler fugare le voci esistenti da tempo che vedono un D’Alema sponsor occulto del Cavaliere, voci cominciate ai tempi della Bicamerale e mai sopite.
Poi nell’intervista rilasciata a Polito, direttore de Il Riformista, D’Alema fa alcune riflessioni circa l’utilizzo delle Primarie molto interessanti e condivisibili come anche sull’autolesionismo all’interno del PD. Note interessanti che dimostrano quanto alcuni personaggi forse siano stati messi da parte troppo presto a favore di “volti nuovi” che non sembrano poter ancora garantire al partito una riscossa credibile.
D’Alema, tra miseria e nobiltà
6 luglio 2009Obama e la mosca
20 giugno 2009
Una prova di quanto i famosi giornalisti dalla schiena dritta e per nulla azzerbinati al potere in realtà vivano di piccole emozioni e grande tifo è venuta dalla vicenda Obama vs Mosca. Dove Mosca non è la città di Putin e il fatto non è l’inizio di una nuova guerra fredda ma la fredda eliminazione di un insetto da parte del Presidente USA Barack Obama in un fuori onda di una ripresa televisiva per un’intervista.
La notizia in sintesi è che Obama ha ucciso una mosca con un gesto repentino e con una mano sola. Caspita! Che notizia! Eppure ne hanno parlato tutti i giornali e i tg riproponendo il video e indugiando sul cadavere dell’insetto riverso sul pavimento. Che uomo! Che sangue freddo!
Mi ritorna in mente quando il maestro insegnava a Karate Kid l’arte dell’acchiappare le mosche con le bacchette da ristorante cinese.
Gesto notevole ma ne deve mangiare ancora di panini il piccolo messia afroamericano prima di raggiungere l’abilità di Bush che schiva un lancio di scarpa da distanza ravvicinata. Un gesto atletico a mio parere sottovalutato.
Santa Borromeo Martire
14 maggio 2009Censura! Censura! Anche la “povera” Beatrice Borromeo è stata censurata, un’altra martire della Tv impazza in questi giorni ovunque sia possibile hostare un video per mostrarci il suo visino angelico e i suoi lunghi capelli biondi e sputare parole di fuoco. Sì perché la sua intervista a L’Era Glaciale in coppia con il vignettista Vauro (che coppia!) non è stata mandata in onda.
Perché non è stata mandata in onda?
Perché violava la Par Condicio.
I due hanno parlato dell’Innominabile Silvio in campagna elettorale e ne hanno parlato senza contraddittorio. Beatrice Borromeo giustamente (e qui non sono ironico) ha detto di aver risposto a delle domande precise della irriducibile Daria Bignardi.
Come si può pensare di invitare Beatrice Borromeo, una che potrebbe chiamare “Papi” Santoro, tanto è la sua ammirazione per il giornalista, e Vauro senza immaginare che facciano una sparatina su Berlusconi? Tanto più se ti fanno pure domande specifiche? E’ come pensare che, un esempio a caso, uno invita il presidente del Consiglio al compleanno di una ragazza di 18 anni e non vengano fuori foto sui giornali.
La puntata andrà in onda subito dopo le elezioni europee, quando il regime di par condicio scadrà. Marano si è comportato da cafone se è vero che ha insultato in quel modo la Borromeo e stupisce che il direttore della rete Rai dove trovano ospitalità i programmi più vari e politicamente trasversali abbia una tale caduta di stile.
In compenso ci vorrebbe un bel richiamo alla furbetta Bignardi che si è defilata dalle polemiche in modo un po’ troppo facile.
Un’altra soluzione potrebbe essere chiamare un’altra coppia, tipo Emilio Fede e Iva Zanicchi, intervistarli e montare l’intervista insieme a quella del duo santoriano, così la par condicio sarebbe rispettata… scherzo naturalmente.
In conclusione, sinceramente, in tempi in cui si discute su immigrazione clandestina, rifugiati, asilo politico, esilio forzato, libertà, sentir usare “quasi” le stesse parole per storie di interviste non mandate in onda fa’ un certo effetto.
Pubblicato da symbel