15 novembre 2011
Questa Domenica è uscito sul Corriere della Sera il nuovo inserto dedicato alla cultura che riprende il titolo dell’inserto storico della testata di via Solferino intitolato “La Lettura”.
Sfogliando l’inserto mi capita di leggere un articolo dedicato ai Social Network non dedicato all’aspetto socilogico e blah blah con le solite analisi un po’ noiose ma alla diffusione dei vari social network nel mondo.
Facebook è il più diffuso in assoluto con più di 200 milioni di utenti, ma è interessante sapere che ad esempio in Cina (dove non sono proprio quattro gatti) la maggior parte delle persone utilizza QZone, un social network locale che non utilizza nessun altra nazione anche per problemi ovvi di lingua e si parla di 190 milioni di utenti. E poi c’è Orkut, frequentato in modo massiccio in sudamerica, in particolare in Brasile e quello Russo, dal nome impronunciabile Odnoklassniki. In ascesa Tumblr per ora un must per gli Australiani e Twitter che, al di là dell’enorme popolarità mediatica dovuta all’utilizzo da parte dei vip, ha 175 milioni di iscritti di cui però solo un milione e mezzo posso essere definiti attivi.
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Pubblicato da symbel
25 giugno 2009
In Iran la polizia ammazza o almeno così appare dalle poche immagini e notizie che giungono da Teheran attraverso i blog, facebook e soprattutto Twitter, il social network di microblogging che sarà il tormentone dei prossimi mesi appannando Facebook.
Una riflessione dal punto di vista dell’informazione.
Faccio alcune premesse così mi risparmio le accuse di insensibilità. In Iran c’è un regime, basato su elezioni palesemente truccate, con brogli evidenti documentati o documentabili dove la polizia placa le insurrezioni con le armi e dove l’informazione è bloccata e la censura è totale.
Detto questo, per assurdo e a puro titolo provocatorio (per provocare riflessioni appunto) mi chiedo e vi chiedo: ma voi vi fidate delle informazioni che vengono dagli utenti di twitter? E’ informazione democratica? E’ pluralista?
La risposta immediata nel caso dell’Iran è che è l’unica che abbiamo per colpa del regime. Questo non significa però che non si possa discutere sulle fonti. Insomma se analizzo l’informazione internettiana italiana, di pluralismo monopolizzato da un pensiero comune antagonista e complottista sinceramente non me la sentirei di fidarmi, prenderei tutto quello che ne viene fuori con le pinze.
Se il “bloggismo” si sostituisce al giornalismo vince il pluralismo ma non certo la qualità dell’informazione.
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Pubblicato da symbel
10 giugno 2009
Da quando esiste Facebook, se sei iscritto e hai indicato la tua data di nascita nel profilo, ricevi gli auguri di compleanno da un sacco di persone che fino all’anno prima non ti avevano mai mandato nemmeno un sms.
E’ interessante analizzare questa fenomeno in relazione a quanto ciascuno tenga al proprio compleanno e soprattutto al fatto che gli altri si ricordino di questo.
Prima di Facebook veniva il cellulare con l’agenda con la possibilità di memorizzare gli anniversari e ci sono dei veri professionisti dell’immagazzinamento delle date di tutti, ma mi chiedo: non perde un po’ di senso ricevere gli auguri perché un sistema elettronico o informatico ha avvisato i tuoi amici o è più bello che se lo ricordino da soli?
Detto così sembra un discorso un po’ permalosetto ma se ci pensate si può allargare in generale al tema più grande e complesso di quanto è cambiato il senso e il valore della memoria nell’era di Internet e dell’elettronica.
Detto questo fa piacere ricevere gli auguri da molte persone e può essere anche occasione per riallacciare rapporti che si erano diluiti nel tempo.
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Pubblicato da symbel
26 maggio 2009
Un uomo di 34 anni è sospettato di aver avuto rapporti sessuali con una ragazzina di 13 anni, a quanto pare ci sono parecchie prove a suo carico, oggi ci è giunta notizia dai giornali che si sarebbe rifiutato di rispondere alle domande del primo interrogatorio. Una notizia di squallida cronaca arricchita dal fatto che l’imputato è un attore comico parecchio conosciuto, soprattutto per le famose clip di trailer demenziali che vanno in onda a Mai dire martedì.
Ma ciò che rende questa notizia ancor più succosa per i media è che il mezzo con il quale il viscido personaggio ha agganciato la vittima è Facebook. E la stampa non aspettava altro per demonizzare il social network, come in passato si fece con la chat, i forum e simili.
Se Facebook ha un limite, che poi è anche il suo punto di forza, è la poca considerazione della privacy, peraltro specchio della poca considerazione della propri riservatezza di chi spiattella a tutti i propri affari non essendo obbligato a farlo ma non certo quello di favorire gli stupri. Vallo a spiegare ai giornalisti!
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Pubblicato da symbel
25 maggio 2009
Il messaggio di Papa Benedetto XVI in occasione della 43sima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali è interessante per diversi motivi. Primo perché è attualissimo occupandosi del fenomeno dei social network, fenomeno in continua ascesa in questo periodo. Secondo perché si rivolge in particolare ai giovani riconoscendo in loro i veri protagonisti dell’era digitale, parlando loro con un linguaggio chiaro e senza troppi bizantinismi (alla faccia di chi diceva che questo pontefice era poco chiaro ai meno acculturati). Terzo perché si rivolge ai genitori comprendendo la loro fatica ad inseguire i continui mutamenti della società e delle relazioni che in esse sorgono e nelle quali i figli sono immersi. Quarto perché riconosce in modo lucidissimo il ruole che ha Internet nella società moderna, gli aspetti positivi ai quali dedica gran parte del messaggio e quelli negativi senza superficiali demonizzazioni alle quali ci hanno abituati i media tradizionali. Quinto perché ancora una volta ci dimostra che a dispetto della modernità, delle nuove tecnologia, tutto si può ricondurre all’essenza del messaggio evangelico e può essere messo a servizio di esso.
Non mi resta che invitarvi alla lettura integrale del messaggio e a visitare le pagine ad esso dedicato nel nuovo sito Pope2you.
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Pubblicato da symbel