Compare oggi sul Corriere della Sera un articolo a firma di Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice e giornalista di costume, persona non banale, che tratta del delicato argomento della posizione dei divorziati risposati nella Chiesa, prendendo spunto da un libro che riporta alcune riflessioni del Cardinal Martini e di don Luigi Verzè (“Siamo tutti nella stessa barca”), strana coppia non tanto per la caratura dei prelati indiscutibilmente alta, quanto perché apparentemente agli antipodi dal punto di vista delle posizioni politiche.
L’articolo affronta un tema delicato, che è motivo di dolore per tanti cattolici che hanno dovuto affrontare un fallimento dal punto di vista coniugale però, come al solito, si legge tra le righe l’ignoranza in materia di chi, seppur intellettualmente onesto e culturalmente valido, evidentemente non vive da vicino l’esperienza religiosa.
Invocare inferno, politica, peccato, diavolo è un modo semplicistico per discutere un tema che anche il Magistero della Chiesa ha sempre affrontato con molto rispetto.
Chi crede sa bene che la Chiesa al tempo opportuno viene ispirata al cambiamento, basti pensare al Concilio Vaticano II. E a certi commentatori che rimpiangono Giovanni Paolo II, il Papa “Santo Subito” (e non questo cattivone che c’è adesso) è bene ricordare che fu lui, dopo i suoi predecessori, a mettere una parola ferma contraria sull’argomento dopo lunga riflessione.
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