Questa Domenica è uscito sul Corriere della Sera il nuovo inserto dedicato alla cultura che riprende il titolo dell’inserto storico della testata di via Solferino intitolato “La Lettura”.
Sfogliando l’inserto mi capita di leggere un articolo dedicato ai Social Network non dedicato all’aspetto socilogico e blah blah con le solite analisi un po’ noiose ma alla diffusione dei vari social network nel mondo.
Facebook è il più diffuso in assoluto con più di 200 milioni di utenti, ma è interessante sapere che ad esempio in Cina (dove non sono proprio quattro gatti) la maggior parte delle persone utilizza QZone, un social network locale che non utilizza nessun altra nazione anche per problemi ovvi di lingua e si parla di 190 milioni di utenti. E poi c’è Orkut, frequentato in modo massiccio in sudamerica, in particolare in Brasile e quello Russo, dal nome impronunciabile Odnoklassniki. In ascesa Tumblr per ora un must per gli Australiani e Twitter che, al di là dell’enorme popolarità mediatica dovuta all’utilizzo da parte dei vip, ha 175 milioni di iscritti di cui però solo un milione e mezzo posso essere definiti attivi.
Il mio tablet non è un iPad
20 ottobre 2011
Sono un felice possessore di tablet ma non iPad, non per snobismo o avversione a prescindere nei confronti della Apple della quale ho un computer fisso a casa ma perché più conforme alle mie esigenze. Avere un tablet che non sia iPad però è fuori moda, ne parlo meglio in questo articolo che ho pubblicato su Moschebianche.it
Apple senza eredi
26 agosto 2011Ho sempre detto che se fosse mai arrivato il giorno in cui non avrei piu’ potuto rispettare i miei obblighi come amministratore delegato di Apple, sarei stato il primo a dirvelo. Sfortunatamente quel giorno e’ arrivato. Rassegno le dimissioni da amministratore delegato di Apple. Vorrei tuttavia continuare, se il Cda lo ritiene opportuno, come presidente, e rimanere un dipendente dell’azienda. Per quel che riguarda il mio successore, raccomando fortemente che si proceda con il piano previsto e si nomini Tim Cook come Ceo di Apple. Credo che i giorni migliori e piu’ innovativi di Apple siano davanti a noi. E sono ansioso di viverli e contribuire al successo dell’azienda nel mio nuovo ruolo. Ad Apple ho trovato alcuni dei miei migliori amici e vi ringrazio per l’opportunita’ di lavorare con voi per tanti anni”
Steve Jobs è malato da tempo e quindi nessuna particolare sorpresa.
Ciò che mi lascia un po’ perplesso è che si stia già dicendo che praticamente la Apple non avrà più lo smalto di un tempo e perderà sicuramente qualcosa sul campo delle idee innovative, ambito in cui innegabilmente eccelle.
Quindi la Apple sarebbe così dipendente dal suo a.d.? Steve Jobs non sarebbe stato in grado di formare nel tempo un team capace di muoversi con le proprie gambe? Tutto, ma proprio tutto quello che è stato creato dalla Apple dipende in modo indivisibile dalla persona di Steve Jobs?
Se fosse così sarebbe un bel limite, un limite che la società che da sola ha in periodo di crisi un bilancio all’attivo di oltre 7 miliardi di dollari, non può assolutamente permettersi.
In realtà non è così, ovviamente, la figura di Jobs è parecchio importante ma non fondamentale, è vero invece che intorno all’uomo si è formata come un’aurea di santità e misticismo che tanto piace ai milioni di seguaci nel mondo.
Steve Jobs non ha creato solo dei prodotti elettronici ma una vera e propria religione, una filosofia di approccio alla tecnologia e nonostante una politica dei prezzi non proprio abbordabile è riuscito a circondarsi di “drogati della mela morsicata”, veri e propri fan che affollano le presentazioni di un nuovo prodotto come al concerto di una rockstar e fanno la fila dormendo all’addiaccio per qualche notte.
Con il ritiro di Steve Jobs la Apple perderà solo un po’ di mistica e retorica beatitudine e non sono convinto sia un male.
Shop on site
3 agosto 2011
Mi slittano le porte in vetro davanti al naso, sempre leggermente in ritardo rispetto all’incedere del cliente, solito sguardo finto disinteressato della guardia che ti squadra persino la manicure e poi dritto al reparto autoradio.
Fortuna, di fianco c’è proprio la postazione del commesso che in questo caso trattasi di commessa, non male, seppur la divisa sovradimensionata e la scritta STAFF a caratteri cubitali abbassi notevolmente qualsiasi velleità di galanteria.
Picchietta la tastiera consunta come stesse incidendo l’alfabeto cuneiforme su un blocco di argilla e tra uno sbuffo e l’altro si allontana.
Torna dopo una decina di minuti interminabili, fruga nel mobiletto sotto la tastiera, tira fuori un mazzetto di fogli da una risma di carta per fotocopie e sparisce di nuovo.
Nel frattempo mi ronzano attorno due giovani promoter come fossero squali intorno ad un tonno ferito probabilmente controllando se sono abbastanza fanatico della cura del corpo da potermi proporre un silk-epil senza osare attaccar bottone. Leggi il seguito di questo post »
iCloud a pecorelle, soldi a catinelle
1 agosto 2011La nuova moda tecnologica: tutto sulla “nuvola”. Ne ho scritto su Moschebianche.
Tutti al funerale del rullino
23 giugno 2009
Il rullino è morto, rantolava da tempo, ultimamente era in coma vigile, in autunno si celebrerà il funerale.
Sì perché se la Kodak decide di non produrre più il Kodachrome vuol dire che la marcia funebre inizia a sentirsi in lontananza.
Il risultato era scontato anche perché è difficile vedere un fotogrfo professionista che non sia passato al digitale per la maggior parte dei suoi servizi.
Il motivo è economico e pratico. Economico perché per sviluppare un rullino in pellicola con 27 foto si spende quanto per l’acquisto di una memory card che contiene circa 1000 foto ad altissima risoluzione e, naturalmente, è riutilizzabile. E pratico perché ad esempio i tempi sono praticamente annullati e le foto digitali richiedono molto meno spazio fisico per essere esposte e trasmesse.
Qualcuno si ostina a disquisire circa la qualità del prodotto finale, io penso che ad occhio nudo, con una buona macchina, le differenze siano impercettibili.
1 milione di nuovi iPhone venduti in un weekend
23 giugno 2009Non preoccupatevi, non scrivo “alla faccia della crisi” anche se l’ho pensato, però mi chiedo come sia possibile dopo l’enorme successo del primo iPhone venderne così tanto di un nuovo modello che è esteticamente praticamente identico, con un miglioramento lato software (anche il “vecchio” con il firmware più recente si comporta egregiamente) e degli upgrade hardware non fondamentali e soprattutto a distanza di poco più di due anni dall’esordio sul mercato USA.
Insomma in Italia quando uscirà il nuovo ci saranno acquirenti che non hanno nemmeno esaurito l’abbonamento di due anni del precedente modello.
Fanatismo? Acquisto compulsivo? Malati di tecnologia? Adepti di Steve Jobs & Company? Beh, qualche indizio sembrerebbe avvallare questa ipotesi.
Gmail Assistant
11 giugno 2009
Non so quanti abbiano l’esigenza che ho io ma da quando esiste GMAIL, la webmail di Google, consultabile anche via client con le impostazioni POP e IMAP, io ho abbandonato tutte la altre email. Gmail è molto comoda anche perché filtra abbastanza lo spam e permette la gestione di grossi volumi di messaggi.
Io ho quattro account gmail che controllo con una certa frequenza più altri di “appoggio” e ho sentito l’esigenza di essere informato in tempo reale dell’arrivo di una nuova mail anche quando non sono davanti al mio pc di casa senza dover configurare il client con tutti gli account e scaricare tutti i messaggi.
Google ha messo a disposizione dei suoi utenti Gmail Notifier, un programmino molto leggero che si posiziona nella tray bar (vicino all’orologio) di Windows, controlla periodicamente la casella di posta e avvisa all’arrivo di ogni nuova email sul proprio account. Il problema di Gmail Notifier è che si può configurare solo un account.
Cercando in rete qualcosa che fosse multi account mi sono imbattuto su Gmail Assistant: un programmino in Java abbastanza leggero per Windows, Mac Osx e Linux, gratuito, che fa proprio al caso mio con un sistema di avvisi veramente originale compresa la possibilità di impostarlo perché all’arrivo di una email lampeggi uno dei led della tastiera (BLOC NUM, SCROLL LOCK o BLOC MAIUSC).
Secondo me è il migliore della categoria.
Il compleanno ai tempi di Facebook
10 giugno 2009
Da quando esiste Facebook, se sei iscritto e hai indicato la tua data di nascita nel profilo, ricevi gli auguri di compleanno da un sacco di persone che fino all’anno prima non ti avevano mai mandato nemmeno un sms.
E’ interessante analizzare questa fenomeno in relazione a quanto ciascuno tenga al proprio compleanno e soprattutto al fatto che gli altri si ricordino di questo.
Prima di Facebook veniva il cellulare con l’agenda con la possibilità di memorizzare gli anniversari e ci sono dei veri professionisti dell’immagazzinamento delle date di tutti, ma mi chiedo: non perde un po’ di senso ricevere gli auguri perché un sistema elettronico o informatico ha avvisato i tuoi amici o è più bello che se lo ricordino da soli?
Detto così sembra un discorso un po’ permalosetto ma se ci pensate si può allargare in generale al tema più grande e complesso di quanto è cambiato il senso e il valore della memoria nell’era di Internet e dell’elettronica.
Detto questo fa piacere ricevere gli auguri da molte persone e può essere anche occasione per riallacciare rapporti che si erano diluiti nel tempo.
Pubblicato da symbel 
