Una galleria fotografica dei bellissimi borghi colpiti dalla recente alluvione. Monterosso è stato praticamente raso al suolo mentre gli altri hanno riportato ingenti danni che ne pregiudicheranno l’attività turistica. Nulla al confronto delle perdite umane che fino ad oggi (28 ottobre 2011) tra soccorritori e residenti sono 7 ma con grosse possibilità di aumentare visto il numero dei dispersi. La galleria fotografica è visibile qui.
Come erano le Cinque Terre
28 ottobre 2011Albergo a mille stelle
13 luglio 2009Sculture di frutta
9 luglio 2009In tempo di G8
6 luglio 2009Ieri e oggi
2 luglio 2009Lego da guerra
30 giugno 2009La sede di Google fa invidia a DisneyWorld
25 giugno 2009Turbanti e turbamenti
24 giugno 2009Il petrolio ha fatto la fortuna dei paesi Arabi per molti anni. Non che adesso sia diminuita solo che sono cambiati gli sceicchi e il loro modo di spendere i soldi.
Fino a pochi anni fa lo sport preferito dell’emiro era comperare auto supersportive o extralusso e riempire garage, costruire dimore placcate in oro o navigare a bordo di panfili, veri e propri castelli galleggianti con la rubinetteria in metallo prezioso.
In questo ultimo decennio c’è stata una svolta non verso il risparmio, figuriamoci, ma verso un investimento mirato in occidente oltre che negli Emirati Arabi e Arabia Saudita.
Grossi investimenti in banche, catene commerciali, colossi assicurativi, compagnie edilizie, squadre di calcio e altri settori sottratti a chi patendo la crisi diffusa a livello mondiale non poteva più amministrarli rendendoli appetibili per chi ha grosse disponibilità di denaro immediato.
Qualcuno vede in questa evoluzione un pericolo per gli equilibri economici e strategici internazionali, io non ho abbastanza elementi per dirlo ma mi basta vedere cosa stanno costruendo nei dintorni di Dubai. Da paura!
Un monumento all’abbandono
23 giugno 2009
La città fantasma più famosa del mondo si chiama Pripyat.
Il mio sogno è quello di visitarla, magari con la macchina fotografica e immortalare i paesaggi stupendi che la caratterizzano.
Io ho un’insana passione per l’archeologia industriale e per i paesaggi post-atomici in generale e Pripyat fa proprio al caso mio visto che è la città più vicina alla centrale di Chernobyl. Il motivo per il quale è disabitata è facilmente intuibile.
Pubblicato da symbel 







