
Provo un po’ d’invidia, io che sono appassionato di news e comunicazione in generale, per coloro che riescono sin dalla prima mattina a leggere i quotidiani non solo italiani ma anche stranieri. Sarebbe bello poterlo fare perché è interessante avere un quadro complessivo di quello che accade nel mondo e non solo nel proprio paese.
Uno sport che invece non amo e che è molto diffuso tra gli addetti alla comunicazione è quello di andare a leggere che cosa pensa e scrive di noi la stampa estera.
L’Italia vista da fuori
31 gennaio 2012Megliocrazia a tua sorella
5 novembre 2011
Su questo blog che è mio personale, ho scelto da un po’ di non occuparmi del teatrino della politica, terreno fangoso nel quale invece mi piace sporcarmi le mani in altri siti come Moschebianche.it per i quali volentieri scrivo.
Quella di questo post non è un’eccezione alla regola perché non voglio parlare di destra, sinistra o terzo polo, ovvero dell’aspetto partitico della politica ma riflettere su un articolo che ho letto qualche giorno fa e che mi ha colpito.
L’articolo è scritto dal celebre editorialista della Stampa Massimo Gramellini, i contenuti non esprimono un concetto nuovo, ma a me fanno pur sempre un certo effetto. Ne riporto un passaggio:
Per realizzare una democrazia compiuta occorre avere il coraggio di rimettere in discussione il diritto di voto. Non posso guidare un aeroplano appellandomi al principio di uguaglianza: devo prima superare un esame di volo. Perché quindi il voto, attività non meno affascinante e pericolosa, dovrebbe essere sottratta a un esame preventivo di educazione civica e di conoscenza minima della Costituzione?
Potete leggere il testo integrale (non è lungo) a questo indirizzo http://tinyurl.com/6jomc48
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Marco Simoncelli è morto
24 ottobre 2011
La morte di Marco Simoncelli mi ha colpito, stranamente, di solito sono abbastanza refrattario alle lacrime per la scomparsa di personaggi celebri con tutto il corollario di candeline, coccodrilli sui giornali e servizi strappalacrime, accompagnati anche dall’agiografia della persona “quanto era bravo, quanto era buono, quanto era bello, abbiamo perso un amico, ci mancherai…”
Ecco a me queste cose danno profondamente fastidio, eppure per Simoncelli mi sono sentito colpito, quasi da sentire il bisogno di dire qualcosa, di scrivere. Ops, che ve lo dico a fare, lo sto facendo in questo momento!
Mi sono chiesto il motivo anche perché seguo lo sport compreso il motociclismo ma non sono tifoso di nessuno in particolare, per dire, se la gara si svolge un minuto prima dell’ora di pranzo la ignoro bellamente, non mi sogno nemmeno di alzarmi presto per le gare che iniziano a diverse fasce di fuso orario dal nostro.
Forse perché Simoncelli era molto giovane, tutto sommato simpatico e scanzonato, con quell’accento che in bocca a Valentino Rossi suona come “sborone” e invece in lui suscitava simpatia, forse per i suoi capelli, per il fatto di avere una fidanzatina “normale”, per la spavalderia e, secondo alcuni, anche un po’ di eccessiva intraprendenza che gli ha fatto collezionare numerose cadute sue e degli altri. Leggi il seguito di questo post »
Il mio pensiero sul fenomeno indignados
18 ottobre 2011
Ho scritto un articolo su Moschebianche.it su come la penso circa il fenomeno degli Indignados. Se vi va andate a leggerlo.
Intervista ad un soldato
17 agosto 2011
Ho avuto la fortuna di poter intervistare un militare della Brigata Sassari che a breve partirà per la sua prima missione in Afghanistan. Non mi ha potuto dire tutto per motivi di sicurezza, o meglio, non ho potuto trascrivere alcuni particolari che mi sono stati detti in confidenza ma credo sia uscito comunque un profilo interessante dei giovani che partono in missione, al di là degli stereotipi diffusi sull’argomento. L’intervista potete leggerla su Moschebianche.it
Il ritorno
29 luglio 2011
L’ultimo post prima di questo risale al 15 gennaio 2010 ma non era in coma e nemmeno latitante in qualche anfratto coperto dalla macchia mediterranea. Nel 2009 è nato il progetto Moschebianche, un blog condiviso con altri quattro amici che partito per scherzo si è invece ritagliato uno spazio rilevante nella blogosfera.
Ma su moschebianche.it che ovviamente ancora esiste, aggiornato quotidianamente e più volte al giorno e che vi consiglio, se non l’avete ancora fatto, di leggere e tenere trai vostri preferiti, non si possono pubblicare gli stessi contenuti di un blog personale semplicemente perché personale non è.
Ho trascurato Spifferi perché portare avanti i due blog era molto faticoso ma oggi, con Moschebianche avviato e con numerosi collaboratori che danno una mano a tenerlo in piedi penso di poter riprendere parallelamente anche Spifferi o almeno ci proverò.
Ma ora “ciancio alle bande” e riprendiamo a leggerci e a scriverci.
Il divertente gioco della rassegna stampa
9 luglio 2009
Ieri notte, prima di andare a dormire, come al solito ho seguito la rassegna stampa con le prime pagine dei quotidiani in edicola. Inutile dire che la curiosità era tutta nel leggere i commenti sul primo giorno di G8.
Unanime l’apprezzamento per Obama e la sua consorte. Tutti ne hanno parlato in modo positivo per diversi motivi. I giornali di sinistra per il suo carisma, la sua affabilità e soprattutto per dire che ha rubato la scena a Berlusconi. I giornali vicini al centrodestra hanno invece elogiato Obama perchè ha riconosciuto la leadership di Berlusconi dicendo che “l’Italia ha una leadership forte!”
Ora Il Manifesto e L’Unità sostengono che la frase era relativa a Napolitano invece che a Berlusconi. Che tristezza infinita, persino Repubblica ha evidenziato che la frase in parte ripaga Berlusconi dalle amarezze provocate dai titoli del Guardian e del New York Times.
Alla fine è andata pure bene, vi assicuro che vedere come i diversi quotidiani interpretano e ripropongono ai lettori la stessa notizia in modi molto diversi e dipendenti sempre dalla convenienza politica o di proprietà è molto divertente oltre che sconfortante.
Moschebianche.it
8 luglio 2009Cari lettori, è nata una nuova entità sul web.
Si chiama Moschebianche.it ed è una via di mezzo tra il giornale online e il blog.
In un certo senso è un figlio di questo blog.
Ci scrivo anche io, faccio parte del gruppo fondatore composto da quattro giovani di belle speranze.
Un domani, se la testata meriterà di essere registrata come testata giornalistica ufficiale al tribunale della stampa, diventerà un vero e proprio giornale.
E’ un progetto che mi impegnerà parecchio ma Spifferi continuerà ad esistere.
I miei articoli di attualità legati alla cronaca e alla politica li leggerete su moschebianche.it ma le foto curiose, le gallerie fotografiche, i gadget e le altre chincaglierie del web continuerete a trovarle su spifferi. Oltre ai miei commenti sul mondo dell’informazione e ogni tanto i miei racconti.
Vi chiedo la stessa attenzione e simpatia dimostrate per spifferi anche per questo nuovo progetto al quale tengo parecchio.
Chi guiderà il PD?
2 luglio 2009
Ad Ottobre si terrà il Congresso Nazionale del Partito Democratico dal quale uscirà il nome del nuovo segretario. In lizza ci sono Dario Franceschini e Pierluigi Bersani, due personaggi molto diversi, che incarnano le due anime del partito. Mi dispiace che non si sia concretizzata la terza candidatura, quella di Chiamparino, sindaco di Torino, uomo veramente “nuovo” e proveniente da quella parte pragmatica del PD di cui fanno parte anche Cacciari, l’ex sindaco di Firenze Domenici e altri amministratori “illuminati”. D’altro canto ora Chiamparino, essendosi tirato indietro per continuare a fare il sindaco, avrà meno voce in capitolo nel dibattito che porterà al congresso.
Mi permetto di segnalare come si stiano già distinguendo i giovani che per come la penso io si stanno segnalando in negativo, come la Serracchiani che si lamenta dell’”apparato” e viene da chiedersi “ma chi ti ha messo in lista per le Europee?”.
Questo per il “nuovo” PD sarà un problema. I giovani rampanti che sfruttano l’idea a mio avviso fuorviante del bisogno di svecchiare il partito dal punto di vista anagrafico.
In realtà il partito ha bisogno di nuovi occhi, di intelligenze fresche, che capiscano come va il Paese, che intercettino i bisogni dei cittadini, e in questo discorso, l’età anagrafica conta poco molto di più l’esperienza di amministratori e sindaci che nel paese reale si sono sporcati le mani.
Il sondaggio più recente pubblicato ci dice che Bersani è 16 punti percentuale in vantaggio rispetto a Franceschini e vorrei ben vedere! E’ stato uno dei pochi ministri del governo Prodi all’altezza del suo compito.
I professionisti dell’impegno civile
29 giugno 2009
Non voglio cadere nello stesso malcostume di cui parlo cioè quello del “professionismo ideologico” e non voglio assolutamente apparire anticonformista a tutti i costi ma devo ammettere il fastidio che provo per le manifestazioni di impegno civile e sociale dei personaggi dello spettacolo.
Prendiamo ad esempio il terremoto in Abruzzo.
Un gruppo di cantanti capitanato da colui che incarna maggiormente questo mio fastidio, ovvero Jovanotti, cantano un pezzo alla “We are the world” (in questi giorni appare ancor più irrispettoso citarla) per raccogliere fondi a favore dei terremotati in Abruzzo. In questo caso nulla da eccepire nonostante la canzone sia brutta, anche perché alla fine si bada al soldo e quindi al concreto. Stesso discorso per il concertone organizzato da Laura Pausini che senza troppi fronzoli ideologici recupera una marea di soldi per la ricostruzione.
Diverso ad esempio il discorso di “il mio nome è mai più”, ve la ricordate? Quella di Liga-Jova-Pelù, un brano grondante retorica mielosa arcobalenpacifinta. Avete capito il genere che detesto? E detesto i vip musicali militanti in politica, vedi gli obamizzati in USA e simili.
Ora il tutto si ripete con la questione Iraniana. I soliti cantanti “impegnati” cantano una canzone al giorno “contro il regime”.
A prima vista il fine è nobile ma il mio sospetto grosso (e secondo me fondato) è che alla fine sia solo un modo per dare sfogo alla propria voglia di bontà retorica e di far saper al mondo che anche i vip “sono con voi”.
Sinceramente, ma secondo voi Bon Jovi che canta “Stand by me” (Corriere della Sera di oggi) o la sessantottina Joan Baez che canta la seppur bella “We shall overcome” in lingua farsi quanto incide sull’economia della diplomazia internazionale?
Pubblicato da symbel 