Si fanno le fiction su personaggi storici, personaggi biblici, esponenti storici dell’industria italiana, statisti, eroi della Resistenza e carabinieri o poliziotti impegnati nell’antimafia che hanno fatto grande il nostro Paese, protagonisti della musica classica, della letteratura e del cinema. Ora arriva la fiction su Moana Pozzi.
Cosa ha fatto Moana Pozzi nella sua vita per meritare una fiction? Non voglio essere irriverente nei confronti di una persona che non c’è più ma quello che ha fatto Moana Pozzi nella sua vita pubblica è stato la pornoattrice e in uno scampolo la “politica dell’amore” insieme alla collega Ilona Staller in “arte” Cicciolina.
E’ morta a 33 anni colpita da un cancro e questo ha creato intorno a lei un alone di commozione per la vicenda umana e di mistero in seguito a qualche dubbio sul suo reale stato di salute.
Violante Placido che interpreterà la pornostar nella fition prodotta da Sky in due puntate afferma: «Era una donna che aveva un approccio alla vita senza condizionamenti, ribelle e coraggiosa. E possedeva una gioia di vivere non comune che le ha dato la forza per ogni sua scelta. Era determinata e tosta» basta questo per una fiction con un vago sentore agiografico? Mah!
Pornofiction
10 giugno 2009Uomini che odiano le donne
31 maggio 2009
“Uomini che odiano le donne” è il titolo di un romanzo dello scrittore svedese Stieg Laarson, prematuramente scomparso, dopo aver completato il terzo libro della trilogia “Millennium”.
Il libro è un giallo, un romanzo poliziesco coinvolgente. Ogni anno escono parecchi romanzi di questo genere che affollano gli scaffali delle librerie, il piccolo particolare è che questo libro ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, ha avuto innumerevoli traduzioni, su di esso è stato basato un gioco e, in questi giorni esce un film al cinema che ricalca la trama e la psicologia dei personaggi.
La critica ha già detto che la versione cinematografica ha superato la prova, sempre difficile, di rendere su pellicola le emozioni esclusive che trasmette la storia su carta.
Il libro pur avendo venduto 700.000 copie in Italia non è stato troppo pubblicizzato in Italia (sarà perché non c’era nulla di pruriginoso o contro il Vaticano?) e per questo mi incuriosisce.
Festival del cinema di Cannes
15 maggio 2009
Non vorrei essere irriverente o irrispettoso ma è da un po’ che mi chiedo a cosa serva il festival di Cannes o di Venezia, intendiamoci, non sono così ingenuo da non considerare che il “tappeto rosso” crei un indotto turistico e culturale notevole, diciamo che mi chiedo quanto contribuisca in modo positivo alla vita del Cinema e soprattutto a chi usufruisce degli spettacoli del grande schermo.
Mi sbaglierò forse, ma non mi sembra di ricordare un film che, dopo aver vinto uno di questi festival si sia imposto al grande pubblico.
Ironia della sorte vuole invece che i film che contribuiscono maggiormente a tenere vivo un settore in perenne crisi siano i cinepanettoni e i megacolossal made in USA.
Lungi da me desiderare un cinema fatto di battute scurrili, imprenditori rampanti con le corna in vacanza, procaci signorine da spiare sotto la doccia, ma anche il film d’essai, quelli che dopo Cannes o Venezia vengono visti solo in due sale d’elite con 15 posti in sala in uno sgabuzzino in qualche vicolo del centro storico.
In questi festival poi si trovano tutti i film più bislacchi che esistano, sentivo oggi di un film coreano che tratta di un prete vampiro che si invaghisce di una ragazza molto disponibile dal punto di vista sessuale e diciamo anche a fornirgli del sangue… e mi fermo qui. Mah, sarà che sono film troppo intellettuali per essere capiti dalla gente ignorante…
Angeli e demoni
12 maggio 2009
Ho letto il libro, non ho visto il film. Il libro è l’apoteosi della schifezza, una fesseria immonda che al confronto Il Codice Da Vinci era credibile, e ho detto tutto. Non ho visto nemmeno il film tratto dal sopracitato libro ma credo che questo probabilmente possa essere cinematograficamente più appetibile. Già alla lettura del libro sembrava di leggere il copione di un film destinato a Vin Diesel o a J.C. Van Damme.
Che dire, non credo che andrò a vederlo (in tempi di crisi buttare 6,50 euro al vento è un reato) e spero che i soliti “scandalizzati” non gli facciano più pubblicità di quella che merita.
Pubblicato da symbel