All’anima del commercio

28 ottobre 2011

Roma va in tilt per l’apertura di un nuovo centro commerciale e le relative resse davanti al negozio di una nota catena di prodotti elettronici. La mia riflessione pubblicata sul sito di notizie Moschebianche.it

I black bloc di Steve Jobs


Come erano le Cinque Terre

28 ottobre 2011

I colori delle Cinque TerreUna galleria fotografica dei bellissimi borghi colpiti dalla recente alluvione. Monterosso è stato praticamente raso al suolo mentre gli altri hanno riportato ingenti danni che ne pregiudicheranno l’attività turistica. Nulla al confronto delle perdite umane che fino ad oggi (28 ottobre 2011) tra soccorritori e residenti sono 7 ma con grosse possibilità di aumentare visto il numero dei dispersi. La galleria fotografica è visibile qui.


Apple senza eredi

26 agosto 2011

iTrattore

Steve Jobs lascia. E’ stato annunciato tante volte ma ora è proprio vero, il fondatore della Apple, la casa di Cupertino che ha rivoluzionato il mondo dell’informatica diventa presidente della società lasciando il posto di amministratore delegato a Tim Cook. Di fatto un abbandono come appare chiaro dalla sua lettera di dimissioni:

Ho sempre detto che se fosse mai arrivato il giorno in cui non avrei piu’ potuto rispettare i miei obblighi come amministratore delegato di Apple, sarei stato il primo a dirvelo. Sfortunatamente quel giorno e’ arrivato. Rassegno le dimissioni da amministratore delegato di Apple. Vorrei tuttavia continuare, se il Cda lo ritiene opportuno, come presidente, e rimanere un dipendente dell’azienda. Per quel che riguarda il mio successore, raccomando fortemente che si proceda con il piano previsto e si nomini Tim Cook come Ceo di Apple. Credo che i giorni migliori e piu’ innovativi di Apple siano davanti a noi. E sono ansioso di viverli e contribuire al successo dell’azienda nel mio nuovo ruolo. Ad Apple ho trovato alcuni dei miei migliori amici e vi ringrazio per l’opportunita’ di lavorare con voi per tanti anni”

Steve Jobs è malato da tempo e quindi nessuna particolare sorpresa.
Ciò che mi lascia un po’ perplesso è che si stia già dicendo che praticamente la Apple non avrà più lo smalto di un tempo e perderà sicuramente qualcosa sul campo delle idee innovative, ambito in cui innegabilmente eccelle.
Quindi la Apple sarebbe così dipendente dal suo a.d.? Steve Jobs non sarebbe stato in grado di formare nel tempo un team capace di muoversi con le proprie gambe? Tutto, ma proprio tutto quello che è stato creato dalla Apple dipende in modo indivisibile dalla persona di Steve Jobs?
Se fosse così sarebbe un bel limite, un limite che la società che da sola ha in periodo di crisi un bilancio all’attivo di oltre 7 miliardi di dollari, non può assolutamente permettersi.
In realtà non è così, ovviamente, la figura di Jobs è parecchio importante ma non fondamentale, è vero invece che intorno all’uomo si è formata come un’aurea di santità e misticismo che tanto piace ai milioni di seguaci nel mondo.
Steve Jobs non ha creato solo dei prodotti elettronici ma una vera e propria religione, una filosofia di approccio alla tecnologia e nonostante una politica dei prezzi non proprio abbordabile è riuscito a circondarsi di “drogati della mela morsicata”, veri e propri fan che affollano le presentazioni di un nuovo prodotto come al concerto di una rockstar e fanno la fila dormendo all’addiaccio per qualche notte.
Con il ritiro di Steve Jobs la Apple perderà solo un po’ di mistica e retorica beatitudine e non sono convinto sia un male.


Terrorismo balneare

20 agosto 2011

Simpsons di sabbiaStoria vera, sentita ieri all’ombrellone di fianco al mio.

Famigliola in spiaggia.
Bimbo al di sotto dei 10 anni che piagnucola verso il padre con fare insistente: “Dai Papà, posso fare il bagno?”
Il papà scribacchiando sulla Settimana Enigmistica: “ti ho già detto di no!”
Il bimbo di nuovo: “E dai, dai, dai,daiiiiii”
Risposta del papà: “Ti ho detto di no, l’hai sentito al telegiornale che in acqua gli squali ad uomo gli hanno strappato gambe e braccia?!”
Il bimbo ammutolisce terrorizzato.

Per approfondire: http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_17/squalo-attacco-estremo-oriente-russo_80dd48ae-c8e1-11e0-a392-b95dcb34082b.shtml


Chi ha paura della GMG?

18 agosto 2011

Chi ha paura della GMGGli indignatos sono gli appartenenti ad un movimento nato in Spagna e conosciuto in molti paesi Europei che vuole manifestare la propria indignazione contro la situazione politica ed economica del proprio Paese.
E’ un movimento naturalmente pacifico e non violento composto principalmente da giovani che quando si mette in marcia riesce a farsi sentire e che ha fatto tremare anche Zapatero, pur essendo di ideologia affine agli indignati e che ha fatto sognare a qualcuno i tempi della Rivoluzione e rinfocolato i bollori di stampo sessantottino.
Ogni iniziativa che viene dal basso merita sicuramente attenzione, ancor di più alla luce di quello che è accaduto nel Nord Africa e del successo che, da parte completamente opposta, hanno i Tea Party in USA. Leggi il seguito di questo post »


Bare su due ruote

29 luglio 2011


- Una bara su due ruote – mi ripeteva – la moto è una bara su due ruote.
- Mamma mia, fammi toccare ferro e poi la mia non è una moto ma è uno scooter, certo 250 cc di cilindrata non sono pochi ma nemmeno tantissimi.
– Una bara su due ruote!
Qualche inconveniente in effetti c’è, soprattutto nel rapporto nel rapporto con gli altri abitanti della strada.
Neri fumi di scarico da olio bruciato male, fazzolettini da naso, mozziconi di sigarette, gomme da masticare, acqua sporca da spruzzino del tergicristalli, tutte provenienti dal cafone che ti sta davanti in auto e poi pigne sul casco nei viali alberati, api, moscerini, pietre impazzite scagliate dal decespugliatore dell’operaio a bordo strada, pozzanghere di acqua mista a olio… devo continuare?
Chi utilizza lo scooter come me tutti i giorni fino a quando il meteo permette (e a volte anche quando non permette) sa di cosa parlo e sa anche che oltre agli automobilisti, gli autisti dei bus e gli autotrasportatori a bordo di raffinerie ambulanti, bisogna avere a che fare anche con i pedoni.
Sì, proprio loro, quelli che si tuffano manco fossero sul trampolino alle olimpiadi sulle strisce pedonali sottostimando l’incedere del motociclo. Se a stagliarsi all’orizzonte è un’auto si guardano bene dall’impegnare il passaggio pedonale, se invece è uno scooter se la prendono con calma e rischiano l’attraversata.
Sarebbe disonesto tacere sulle tantissime scorrettezze commesse dai centauri e quindi sarò disonesto e non le citerò.
Si può morire in scooter per una manovra azzardata, per una distrazione fatale e, ultimamente, anche per uno sputo.


Il divertente gioco della rassegna stampa

9 luglio 2009

Ieri notte, prima di andare a dormire, come al solito ho seguito la rassegna stampa con le prime pagine dei quotidiani in edicola. Inutile dire che la curiosità era tutta nel leggere i commenti sul primo giorno di G8.
Unanime l’apprezzamento per Obama e la sua consorte. Tutti ne hanno parlato in modo positivo per diversi motivi. I giornali di sinistra per il suo carisma, la sua affabilità e soprattutto per dire che ha rubato la scena a Berlusconi. I giornali vicini al centrodestra hanno invece elogiato Obama perchè ha riconosciuto la leadership di Berlusconi dicendo che “l’Italia ha una leadership forte!”

Ora Il Manifesto e L’Unità sostengono che la frase era relativa a Napolitano invece che a Berlusconi. Che tristezza infinita, persino Repubblica ha evidenziato che la frase in parte ripaga Berlusconi dalle amarezze provocate dai titoli del Guardian e del New York Times.

Alla fine è andata pure bene, vi assicuro che vedere come i diversi quotidiani interpretano e ripropongono ai lettori la stessa notizia in modi molto diversi e dipendenti sempre dalla convenienza politica o di proprietà è molto divertente oltre che sconfortante.


Professione contestatore

7 luglio 2009

Eccoci di fronte ad un nuovo G8, e come per ogni G8 che si rispetti i vari movimenti no global e di altro tipo organizzano il proprio “contro-G8″ con veementi proteste.
Ormai siamo abituati a vedere queste proteste nei TG e quindi le diamo per scontate. Non sarebbe male però chiedersi il perché di tali manifestazioni di dissenso.
Io me lo sono chiesto. Cosa spinge tanti giovani e meno giovani, spesso anche con figli al seguito, zaino in spalla e striscioni alla mano, a migrare delle volte anche verso un’altra nazione, per urlare improperi contro i potenti?
Ecco la parola magica “i potenti”. Sì perché per i detrattori il G8 è solo sfoggio di potere, ostentazione e finta diplomazia. Ci si chiede che cosa negli anni abbiano portato di bene questi conclavi e quanto invece siano costati in termini di organizzazione, di spesa e di immagine negativa verso gli stati che ne sono esclusi.
Due motivi principali di dissenso quindi: uno ideologico, legato al rifiuto di qualsiasi tipo di oligarchia e di sopruso nei confronti dei paesi più poveri e uno pratico legato ai rischi e alle spese che si sostengono per organizzare un incontro tra capi di stato così influenti.
Entrambi i motivi hanno la loro fondatezza, al giorno d’oggi il G8 si potrebbe tranquillamente fare via Skype (semplifico ovviamente ma il concetto si capisce) ed è pure vero che non si ricordano memorabili decisioni venute fuori da uno di questi congressi.
Il mio dubbio è che queste proteste però siano in parte figlie di un trasporto ideologico legato all’utopia e a una visione del mondo che non ha i e non potrà mai avere riscontri nella realtà.
Che nel mondo ci siano 8-10 Nazioni più influenti di tutte le altre è un dato di fatto, che queste da sole ne possano decidere le sorti lo è altrettanto, indipendentemente dal fatto che questo sia giusto o no bisogna prenderne atto. Come bisogna vedere dal punto di vista positivo il fatto che i capi di queste nazioni si incontrino di persona e non in teleconferenza come fossero tanti direttori della “Spectre”.
Messa da parte l’ideologia cieca e sorda ma molto rumorosa preferisco chi si prodiga per dettare l’ordine del giorno a questi incontri, per sensibilizzare i partecipanti verso i problemi più gravi del nostro pianeta e chi controlla che mantengano le promesse.


Grazie Noel

4 luglio 2009

In tempi di G8 siamo tutti più buoni e non è un caso se Noel in francese si traduca con “Natale”, il periodo per eccellenza in cui il miele scorre a fiumi. In questo caso però a parlare è un certo Noel Gallagher, non certo un campione di simpatia che però centra bene il concetto che, anche da  queste pagine, più di una volta ho tentato di far passare. Ecco le parole del 50% degli Oasis:

«Noi – riferito agli Oasis - saliamo sul palco e suoniamo. Sono stato a tanti concerti negli stadi: tutti parlano di politica e nessuno suona. Eppure la gente è lì per la musica. In uno show di U2 o Coldplay c’è sempre un mes­saggio sui poveri o sulle persone che muoiono di fame. Va bene, ma non possiamo solo passare una bella serata? Ci dobbiamo sentire per forza in col­pa? Pensiamo poi ai palchi semoventi, al second sta­ge per il set acustico… tutto questo non ha senso. Preferiremmo suonare nei club, ma troppe perso­ne rimarrebbero fuori. Non siamo come gli U2 do­ve tutto diventa un affare di congegni. Non voglio dire che la loro carriera dipenda dal palco spettaco­lare, ma non è quello che facciamo noi».

In attesa della risposta stizzita dei diretti interessati o dei loro fan mi sento di solidarizzare con il caustico Noel riguardo l’impegno nel sociale di tante star viziatissime del business discografico mondiale.

Certo, nel proseguo dell’intervista si avventura in una discussione circa la tossicodipendenza che è perfettamente in linea con il suo personaggio.
Che quella sopra citata, al di là della provocazione, contenga un fondo di verità secondo me non c’è dubbio.

L’intervista completa sul Corriere della Sera online,


Il signor Vaticano

3 luglio 2009

Il pacchetto sicurezza diventa legge, critico il Vaticano: “Porterà dolore”.

Questo uno dei titoli dei giornali di oggi. Non voglio eludere il problema che pone a livello di coscienza e testimonianza per un cattolico un decreto sicurezza che nasconde delle insidie al primo e più importante comandamento per la religione Cattolica: “Ama il prossimo tuo come te stesso” con i vari corollari dell’amore preferenziale per i poveri, gli ultimi, i diversi.
Prima però voglio parlare della questione dall’aspetto che più mi interessa in questo blog ovvero quello dell’informazione.
I giornali e i mezzi di informazione più in generale hanno il vezzo di citare “il Vaticano” e “la Chiesa” un po’ a vanvera. E il “Signor Vaticano” e la “signora Chiesa” ogni volta sono identificati come il parere personale di un cardinale, di un vescovo, di un prete, di un editorialista di Avvenire o peggio di Famiglia Cristiana.
In realtà la Chiesa ha i suoi organi ufficiali che si esprimono attraverso l’ufficio stampa della CEI e il Vaticano a sua volta si esprime attraverso il suo ufficio stampa e il portavoce del Pontefice.
Chi ha detto che il decreto sicurezza “Porterà dolore”?
L’ha detto mons. Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti, quindi non uno qualsiasi ma non il Vaticano. Lo specifico anche perché per dichiarazioni dello stesso monsignore, precedenti a questa, padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha preso le distanze ufficialmente.
Sarebbe bene quindi che i mezzi di informazioni specifichino se le dichiarazioni sono a titolo personale o concordate con il capo dicastero mons. Antonio Vegliò titolato a parlare ufficialmente a nome della Santa Sede.
Per il resto rimane la questione dei contenuti del decreto che sulla carta mettono dei paletti alla gestione dei flussi migratori e della sicurezza nelle città.
Una materia complessa e contraddittoria per la quale sarebbe forse opportuno aspettare i decreti applicativi e le conseguenze pratiche prima di esprimersi.


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