Il viso di Rubrick

15 novembre 2011

Il viso di Rubrick


Non solo Facebook

15 novembre 2011

Social Networks Questa Domenica è uscito sul Corriere della Sera il nuovo inserto dedicato alla cultura che riprende il titolo dell’inserto storico della testata di via Solferino intitolato “La Lettura”.
Sfogliando l’inserto mi capita di leggere un articolo dedicato ai Social Network non dedicato all’aspetto socilogico e blah blah con le solite analisi un po’ noiose ma alla diffusione dei vari social network nel mondo.
Facebook è il più diffuso in assoluto con più di 200 milioni di utenti, ma è interessante sapere che ad esempio in Cina (dove non sono proprio quattro gatti) la maggior parte delle persone utilizza QZone, un social network locale che non utilizza nessun altra nazione anche per problemi ovvi di lingua e si parla di 190 milioni di utenti. E poi c’è Orkut, frequentato in modo massiccio in sudamerica, in particolare in Brasile e quello Russo, dal nome impronunciabile Odnoklassniki. In ascesa Tumblr per ora un must per gli Australiani e Twitter che, al di là dell’enorme popolarità mediatica dovuta all’utilizzo da parte dei vip, ha 175 milioni di iscritti di cui però solo un milione e mezzo posso essere definiti attivi.


Megliocrazia a tua sorella

5 novembre 2011

VotantonioSu questo blog che è mio personale, ho scelto da un po’ di non occuparmi del teatrino della politica, terreno fangoso nel quale invece mi piace sporcarmi le mani in altri siti come Moschebianche.it per i quali volentieri scrivo.
Quella di questo post non è un’eccezione alla regola perché non voglio parlare di destra, sinistra o terzo polo, ovvero dell’aspetto partitico della politica ma riflettere su un articolo che ho letto qualche giorno fa e che mi ha colpito.
L’articolo è scritto dal celebre editorialista della Stampa Massimo Gramellini, i contenuti non esprimono un concetto nuovo, ma a me fanno pur sempre un certo effetto. Ne riporto un passaggio:

Per realizzare una democrazia compiuta occorre avere il coraggio di rimettere in discussione il diritto di voto. Non posso guidare un aeroplano appellandomi al principio di uguaglianza: devo prima superare un esame di volo. Perché quindi il voto, attività non meno affascinante e pericolosa, dovrebbe essere sottratta a un esame preventivo di educazione civica e di conoscenza minima della Costituzione?

Potete leggere il testo integrale (non è lungo) a questo indirizzo http://tinyurl.com/6jomc48

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